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Venerdì, 01 Marzo 2024 09:25

Direttivo UPI Veneto a Vicenza: sul tavolo Elezioni, Legge di Bilancio, Economie di Gara per l’Edilizia Scolastica e il Punto sulla Riforma delle Province

Si è riunito venerdì 1 marzo a Montecchio Maggiore, nella sala del Tiepolo di Villa Cordellina Lombardi, il Consiglio Direttivo dell’Unione Province del Veneto: al centro delle discussione, il decreto legge 7/2024 sulle elezioni amministrative, gli effetti della legge di bilancio 2024 sull'attività delle Province, le opere di edilizia scolastica superiore e la possibilità di utilizzo delle economie di gara, nonché il punto sulle criticità che le Province continuano ad affrontare, a livello di risorse economiche e di organico, a distanza di dieci anni dalla legge 56/2014, che depauperò gli Enti delle loro funzioni originarie, modificandone anche l’assetto ordinamentale.

Hanno partecipato al Direttivo Stefano Marcon, presidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Treviso, Roberto Padrin, vicepresidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Belluno, Carlo Rapicavoli, direttore generale UPI Veneto, Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza, Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova, Flavio Pasini, presidente della Provincia di Verona, Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo, e Michele Fratin, il segretario generale della Città Metropolitana di Venezia.

Sul tavolo, le prossime elezioni di II livello per il rinnovo dei Consigli provinciali, fissate a sabato 16 marzo per le Province di Belluno, Padova e Verona (i sindaci delle tre Province sono chiamati a votare per rinnovare i propri Consigli entro i 90 giorni successivi alla data del 18 novembre 2023, naturale termine di scadenza biennale dall'ultimo rinnovo del 2021) e a domenica 29 settembre, invece, per le Province di Treviso, Rovigo e Vicenza.

Tra i punti all’ordine del giorno anche i pesanti tagli, previsti dalla Legge di Bilancio, che graveranno sui bilanci degli Enti per 100 milioni nel prossimi biennio. “I bilanci delle Province sono già provati dalle minori entrate per la crisi del mercato dell'auto – commenta Stefano Marcon, presidente UPI Veneto - una perdita di 390 milioni di euro tra RcAuto e IPT a livello nazionale dal 2019 al 2022, che corrisponde a – 47.515.492 euro solo per le Province venete, così come dalle maggiori spese che le Amministrazioni hanno dovuto sostenere per coprire rincari energetici e maggiori costi nei cantieri già avviati sul territorio, per evitare che si bloccassero. Abbiamo condiviso queste criticità con la Sottosegretaria del Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, il mese scorso a Roma, sottolineando come basterebbe l’eliminazione del prelievo forzoso a carico delle Province per dotare le nostre Amministrazioni delle risorse necessarie a compensare le fluttuazioni dei prezzi e ridare così un’importante boccata d’ossigeno ai bilanci. A questo, si aggiunge il tema delle economie di gara per gli interventi di edilizia scolastica finanziati con il fondo MUTUI BEI 2018: auspichiamo che presto, oltre alla proroga della scadenza al 2025 concessa agli Enti che non riuscivano a rispettare le scadenze per ultimare i lavori, il Ministero consenta anche agli Enti virtuosi, che sono stati capaci di sostenere gli aumenti di prezzo a proprie spese, di utilizzare le risorse ottenute dalle economie di gara (e non utilizzate) per gli altri interventi tutt’ora in corso”.

A questi temi, si aggiunge anche la questione delle riforma delle Province. “Sono trascorsi 10 anni dalla legge che cambiò radicalmente, con gravi ripercussioni in termini economici e di risorse umane, l’assetto degli Enti Provincia: alla luce di questa ricorrenza il Direttivo di oggi in provincia di Vicenza, con i colleghi presidenti di Provincia e con la Città Metropolitana, assume un significato ancora maggiore – sottolinea Marcon – in quest’ultimo decennio, nonostante il dimezzamento delle risorse necessarie a espletare al meglio le proprie funzioni, le Province del Veneto hanno dimostrato una straordinaria capacità di resilienza, riorganizzando dall’interno i propri Uffici e introducendo nuovi servizi a sostegno dei Comuni, in qualità di Enti intermedi di riferimento tra la Regione e le Amministrazioni comunali: penso all’abilità, ampiamente dimostrata, di candidare progetti validi per ottenere i vari fondi ministeriali ed europei, come MUTUI BEI e il più recente PNRR, calandoli sul territorio con un vasto programma di oltre 130 opere e cantieri, per finanziamenti complessivi di 223 milioni di euro in tutto il Veneto, con l’obiettivo di riqualificare infrastrutture scolastiche e viarie. Sui nuovi servizi penso al ruolo, divenuto sempre più strategico, della Stazione Unica Appaltante, che gestisce e coordina le procedure di gara per gli appalti pubblici, ma anche la novità dei concorsi unici per l’assunzione di personale nelle PA, introdotta per esempio l’anno scorso dalla Provincia di Treviso, per rispondere alle grandi difficoltà di organico dei Comuni, soprattutto i più piccoli”.

“A discapito della riforma, le Province hanno dunque dimostrato di essere un esempio virtuoso di cosa significa “buona amministrazione” – conclude Marcon - eppure, nonostante gli sforzi, nonostante i passi avanti fatti nel tentativo di ricostruire e recuperare una solida dignità istituzionale presentando, come UPI nazionale, ben dieci progetti di legge, proposti da maggioranza e minoranza, con le soluzioni per una revisione della legge Delrio e un “ritorno” delle Province al precedente assetto, purtroppo siamo ancora in attesa di avere dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, che ha seguito anche il dl Elezioni 2024, una risposta chiara. L’auspicio è che il fermento politico che oggi sta attraversando il Paese in vista delle prossime elezioni, unito alla consapevolezza della necessità di una riforma delle Province evidenziata anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’Assemblea nazionale delle Province a L’Aquila, permetta di accelerare l’iter e diventi un punto di svolta per i nostri Enti”.

 

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