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Lunedì, 01 Giugno 2026 07:50

Stazioni uniche appaltanti, Province venete seconde in Italia per valore delle gare gestite: oltre 7 miliardi di euro dal 2016 al primo trimestre 2026

Le Province del Veneto, insieme alla Città Metropolitana di Venezia, si confermano tra le realtà più solide ed efficienti d’Italia nella gestione delle gare pubbliche attraverso le Stazioni Uniche Appaltanti e le Centrali di Committenza. È quanto emerge dal dossier nazionale “L’evoluzione degli appalti negli ultimi 10 anni nelle Stazioni appaltanti e Centrali di committenza delle Province”, realizzato dall’Unione Province d’Italia (UPI, www.provinceditalia.it ) sulla base dei dati ANAC aggiornati al 31 marzo 2026, e rilanciato dall’Unione Province del Veneto per i risultati ottenuti dagli Enti veneti.

L’analisi evidenzia come il Veneto sia la seconda regione italiana per volume complessivo delle procedure gestite dalle Province nel periodo 2016 – primo trimestre 2026, subito dopo la Lombardia e prima del Lazio, con un importo totale pari a 7,13 miliardi di euro.

Nel dettaglio, le Province venete e la Città Metropolitana di Venezia hanno gestito complessivamente 32.126 procedure CIG e SmartCIG ( contratti d’appalto, accordi quadro e convenzioni, contratti di concessione, servizi e forniture) e 8.169 opere finanziate (dato riferito ai CUP, ovvero ai Codici Unici di Progetto, che in un appalto si riferiscono appunto all’opera che si sta finanziando e che permettono di monitorare dunque la destinazione dei fondi pubblici utilizzati).

Dalla fotografia elaborata da UPI nazionale emerge inoltre che oltre il 69% degli importi gestiti in Veneto riguarda il settore dei servizi, seguito dai lavori pubblici (27,7%) e dalle forniture. Tra le modalità di realizzazione prevalgono i contratti di appalto, che rappresentano oltre il 38% del totale.

A livello territoriale, le realtà provinciali con il maggiore volume di importi gestiti risultano Treviso, Vicenza e Città Metropolitana di Venezia, seguite da Padova, Verona, Belluno e Rovigo, a conferma di una rete amministrativa diffusa e capace di supportare efficacemente i territori.

Il dossier nazionale di UPI sottolinea come negli ultimi dieci anni le Province italiane abbiano aumentato in modo significativo il numero e l’ammontare degli appalti gestiti: si è passati da circa 2 miliardi di euro nel 2015 a circa 9,6 miliardi di euro nel 2025. Tra il 2020 e il 2025 il volume degli appalti è addirittura triplicato, anche grazie al ruolo assunto dalle Province nella gestione dei progetti PNRR e nella qualificazione delle stazioni appaltanti.

Secondo il dossier, tutte le 88 Province italiane risultano oggi qualificate a regime nel 2026 e ben 56 Province gestiscono gare non soltanto per sé stesse, ma anche per oltre 2.500 Comuni ed enti convenzionati con le rispettive centrali di committenza.

Particolarmente significativo anche il dato relativo al primo trimestre 2026: gli appalti gestiti dalle Province italiane hanno raggiunto 1,8 miliardi di euro, contro gli 0,5 miliardi registrati nel primo trimestre 2017.

“La crescita registrata dal sistema delle Province venete – sottolinea il presidente di UPI Veneto, Flavio Pasini – dimostra la capacità degli enti provinciali di svolgere un ruolo strategico nella gestione degli appalti pubblici e nel supporto ai Comuni, soprattutto in una fase complessa come quella dell’attuazione del PNRR. I dati del Veneto confermano l’efficienza e la competenza tecnica sviluppata dalle nostre strutture amministrative delle Province, che rappresentano oggi un punto di riferimento fondamentale per i territori”.

Letto 96 volte Ultima modifica il Lunedì, 01 Giugno 2026 07:53